Venticano, in breve
Venticano (Vinticàno in dialetto irpino) è un comune italiano di 2 272 abitanti della provincia di Avellino in Campania. Fa parte dell'unione di comuni "Medio Calore", costituita con Montefusco, Montemiletto, Pietradefusi e Torre Le Nocelle.
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Il più antico documento medievale su Venticano è dell'880. In tale anno il duca di Benevento, concesse al monastero benedettino di Santa Sofia i beni già posseduti da un tal Leopardo nella località detta “Collina”, e quelli di un tal altro Gualdrando, posti in località Venticano. Venticano non fu un tranquillo possedimento per i Benedettini di Santa Sofia, i quali dovettero affrontare una serie di controversie con alcuni feudatari per poter conservare la proprietà di tale terra. Nel 1350, secondo la bolla di papa Clemente VI, Venticano faceva parte del territorio di Benevento, territorio che solo formalmente era di pertinenza della Chiesa Madre.
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La cittadina di Venticano è rinomata per la produzione di Vini e Torroni artigianali, oramai esportati in tutto il mondo, nonché per la lavorazione e stagionatura del prosciutto. Il prosciutto di Venticano riflette una delle principali tradizioni contadine delle campagne irpine, ma di Venticano in particolar modo. Infatti, se l'allevamento del maiale è tuttora diffuso in Irpinia in termini di "abitudini familiari", Venticano ha vantato da sempre la facile reperibilità dell'altra materia prima per il completamento del processo di produzione, ovvero il sale.
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Venticano sorge nei pressi del confine con la provincia di Benevento. Il territorio comunale è caratterizzato da un paesaggio morfologico collinare con dislivelli non elevati che danno luogo a pendenze generalmente lievi nelle aree distali delle aste torrentizie o dei valloni mentre, in prossimità delle linee di drenaggio diventano più accentuate. Le quote altimetriche sono comprese tra 183 m s.l.m., alla confluenza tra il torrente Mele e il fiume Calore, e 375 m s.l.m. nel centro storico del comune. Si tratta di un paesaggio condizionato da un'evidente erosione differenziale a seconda della diversa natura litologica degli affioramenti; infatti è evidente una accentuata erosione nelle aree dove affiorano i complessi litologici a granulometria fine e incoerenti.
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