Teora, in breve
Teora è un comune italiano di 1 433 abitanti della provincia di Avellino in Campania.
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Il borgo di Teora ebbe origine come centro agricolo, pastorale e militare. In epoca romana vi morì il tribuno della plebe Milone durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo. In un privilegio del 1200, concesso dal papa Innocenzo III a Pantaleone, arcivescovo di Conza, è riferita una località che nel nome sembra avvicinarsi a Teora, ovvero Tugurium Biarium. In realtà, tale paese, che nel 1464 risultava già disabitato (Teora era invece esistente), indica l'attuale zona rurale di Boiara, una località sita nell'attuale comune di Caposele dove ancora oggi si vedono, accanto alla chiesa di San Vito, i ruderi del castello. Durante il feudalesimo, esattamente nel 1322, era signore di Teora un tal Filippo;
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La fontana, detta anche dei morti, ha origini assai lontane che si fanno risalire al XII secolo quando la chiesa di Conza fu indicata da papa Callisto II come necropoli benedetta e per la fontana transitavano i carri diretti a Conza per seppellire i cadaveri. La fontana, completamente rifatta nei secoli a seguire, si mostra oggi composta da una semplice struttura muraria rettangorlare realizzata con cornici regolari a cui si addossa una semplice vasca in pietra da cui fuoriescono tre bocche lapidee di forma circolare. Non si conosce la data precisa di edificazione della chiesa poiché tutti gli atti andarono persi in un incendio nel 1690.
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Il principale museo cittadino è la pinacoteca provinciale. Inaugurata nel 2012, è costata circa seicentomila euro. Ospita mostre di arte contemporanea. Gateau di patate generalmente preparato per la sera dell'11 novembre, festività del Santo. Curiosamente, nell'impasto, è inserita una monetina; il commensale che la trova nella propria porzione, decide il menù del pranzo che si tiene il 21 novembre (Cummit). Paparuol', sauchicch' e ov’ (peperoni, salsicce e uova) Paparuol' mbuttit’ (peperoni in agrodolce imbottiti con pane abbrustolito, uva sultanina e pinoli;
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Gateau di patate generalmente preparato per la sera dell'11 novembre, festività del Santo. Curiosamente, nell'impasto, è inserita una monetina; il commensale che la trova nella propria porzione, decide il menù del pranzo che si tiene il 21 novembre (Cummit). Paparuol', sauchicch' e ov’ (peperoni, salsicce e uova) Paparuol' mbuttit’ (peperoni in agrodolce imbottiti con pane abbrustolito, uva sultanina e pinoli; è un piatto tipico natalizio) Lag'n' e fasul’ (tagliatelle e fagioli) Li scallatiell’ (scaldatelli-taralli) Li frascariedd’ (palline di polenta bianca) R' tumacedd’ (impasto di interiora di maiale macinate e rafano) Pizz', m'nestr' e fasul’ (pizza di farina di mais, verdura selvatica e fagioli) Pizza penta (dolce pasquale;
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