Aquilonia, in breve
Aquilonia (Carbonara fino al 1863, Carunàr in dialetto locale) è un comune italiano di 1 367 abitanti della provincia di Avellino in Campania.
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Nel quadriennio 1743-46 il suo territorio fu soggetto alla giurisdizione del regio consolato di commercio di Ariano, nell'ambito della provincia di Principato Ultra. Dopo il terremoto del Vulture del 23 luglio 1930, il paese è stato completamente ricostruito in un luogo più alto rispetto alla locazione originale. Il vecchio centro abitato è stato definitivamente abbandonato nel dopoguerra. Ne restano poche rovine, oggetto di studio e di recupero. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 marzo 1998. Il gonfalone è un drappo di giallo.
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Dedicata al patrono San Vito, fu costruita probabilmente tra il XIV e il XV secolo nel luogo in cui si trovava un antico monastero dedicato a San Leonardo; in stile romanico, presenta una facciata a capanna e un imponente campanile a tre livelli inglobato alla struttura. A causa dei rimaneggiamenti e delle modifiche fatte ne corso dei secoli, sono state perduti gli elementi più antichi della struttura. Nelle sue vicinanze troneggia un quercia plurisecolare, di specie roverella, detta "quercia di San Vito", facente parte del catalogo dei alberi monumentali della regione Campania.
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Museo etnografico "Beniamino Tartaglia". Al suo interno si trova una biblioteca con migliaia di volumi e documenti storici. Il museo raccoglie migliaia di oggetti della millenaria civiltà contadina dell'Appennino, organizzati in un percorso espositivo che ricostruisce tutti gli ambienti domestici e di lavoro. Museo delle città itineranti: ha sede in un palazzo completamente recuperato a seguito del terremoto del 1930 e ricade all'interno del parco archeologico di Carbonara. Presenta un'esposizione formata da documenti, foto e video che mostrano le vicende di comuni italiani che, come Aquilonia, sono stati colpiti da eventi tellurici nel corso della loro storia.
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Nel territorio di Aquilonia viene prevalentemente coltivato il grano, anche in varietà antiche come il Senatore Cappelli. Viene prodotto Vino, Orzo, Avena, Olio e Zucca (trasformate secondo una particolare procedura in quelle che in dialetto sono chiamate currésce re cucózza). Tradizionale anche un pane particolare chiamato "tor'tne", tipico della tradizione pasquale e simile al pane che viene prodotto anche nel vicino paese di Ripacandida, in Basilicata.. Esso ricorda la corona di spine sulla testa di Gesù. La pastorizia è un'altra delle risorse del territorio (ovini - suini - bovini), si producono prodotto lattiero - caseari (mozzarelle - caciocavalli - nodini). Vengono prodotti inoltre salumi come Salsiccia e Sopressata, involtini di budella chiamati Mugliatiedd.
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