Nusco, in breve
Nusco (Nùscu in dialetto irpino) è un comune italiano di 3 766 abitanti della provincia di Avellino in Campania.
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Nella seconda metà del secolo XI, Nusco acquistò il titolo di "civitas" o perché città ducale o perché eretta a sede vescovile. Ne fu primo vescovo sant'Amato, nativo del luogo, che ancora oggi ne è il patrono; in cattedrale si conservano le sue sacre ossa e la Chartula Iudicati, del settembre 1093, scritta in caratteri longobardi beneventani. Durante il Medioevo il castello di Nusco fu una fortezza sicura e diede protezione e riparo a Guglielmo, ultimo duca di Puglia, nel 1122, e a Manfredi, nel 1254. Primo esponente della dinastia dei De' Giamvilla fu Filippo De' Giamvilla, chiamato per vezzeggiativo Filippotto; suo tutore fu lo zio paterno Giovanni, che esercitò il suo ufficio per un triennio.
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L'ampia Cattedrale presenta una maestosa facciata di stile composito, costituita da grossi massi di pietra locale, debitamente squadrati e sistemati in epoche diverse nel rispetto del progetto originario. L'attuale facciata con il maestoso campanile furono edificati nel 1521 a spese dell'Università in seguito ad un accordo, fortemente voluto da Geronima Brancaccio e Marino De Aczia, tra il clero e l'amministrazione civica: il clero rinunciò allo jus tumuli, una somma di danaro da versare per ogni tumulazione dei defunti nei sotterranei della cattedrale (tumulazione riservata quindi soltanto a chi poteva pagare questo diritto), in cambio l'Università a proprie spese edificò l'attuale facciata della chiesa ed il campanile.
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Nusco, come l'Irpinia, è anche terra di ottimi piatti, poveri ma eccellenti al palato. Volendone citare alcuni: baccalà alla purtucaregna, paste fatte in casa come cicalucculi (gnocchetti), nucchitelli (farfalle), fusilli a ferretto, maccaronara e ravioli, patane e cucuzzielli, vraciole ri cotuca, puzzientu (cotechino), gattò di patate, zerpole (frittelle di baccalà), pizza chiena, pastiera, struffoli, zeppole di San Giuseppe, taralli di Pasqua, tracchie, patane e pupaini, pizza fritta, soppressata e ricordiamo che il territorio di Nusco fa anche parte della zona per la raccolta della castagna di Montella IGP. Una delle feste tradizionali del paese è la "Notte dei Falò" che si tiene ogni anno verso la metà di gennaio.
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Il centro di Nusco è situato su un monte tra Montella e Lioni, lungo la linea spartiacque appenninica tra l'alto corso dell'Ofanto (tributario del mar Adriatico) e l'alto corso del Calore Irpino (tributario del mar Tirreno tramite il Volturno in cui si immette). È definito il balcone dell'Irpinia, poiché dagli spalti del suo castello diruto o dai viali che costeggiano il paese si può ammirare un ampio panorama il cui orizzonte spazia dal massiccio del Vulture alla cima del Montagnone di Nusco, al Terminio, al Partenio, al Taburno, al Matese e verso i Monti Dauni. È il terzo tra i comuni più alti della provincia di Avellino (dopo Trevico e Guardia Lombardi). Classificazione climatica: zona E, 2695 GR/G
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