Calitri, in breve
Calitri (Calìtrë in dialetto irpino) è un comune italiano di 4 073 abitanti della provincia di Avellino in Campania situato lungo le rive del fiume Ofanto.
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Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al Neolitico, cui appartengono alcuni utensili in selce levigata conservati presso il museo irpino di Avellino. Tuttavia diventa un vero e proprio insediamento urbano solo a partire dal XIII secolo. Nel periodo medioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all'amministrazione longobarda prima e normanna e sveva poi. Durante la dominazione normanna, il feudo di Calitri venne affidato ai Balvano, mentre sotto il regno di Federico II di Svevia appartenne al regio demanio. Nel 1304 Calitri passò ai Gesualdo, principi di Venosa che ne ebbero il possesso per tre secoli. Con i Gesualdo, Calitri conobbe la sua epoca d'oro e l'antico castello venne trasformato in una sontuosa dimora signorile.
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Già presente nell'VIII secolo all'interno delle mura, dedicata ai protomartiri Cosma e Damiano, divenne nel 799 sede delle reliquie di san Canio. Nel 1547 venne riedificata a spese del comune, ma in seguito fu distrutta dal terremoto del 1694. Nel 1747 fu ultimata la ricostruzione, ma, resa pericolante da una frana, venne riadattata al culto. Purtroppo altri eventi sismici e un lento movimento franoso ne minarono la stabilità per cui, eseguite vanamente nel tempo alcune riparazioni, si decise nel 1881 di demolirla. Nel 1883 vi furono lavori di sistemazione della piazza che, dopo il sisma del 1910, subì diverse modifiche, fino all'attuale sistemazione.
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Biblioteca Comunale A Calitri sono presenti una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado. I tre istituti superiori presenti sul territorio sono stati unificati e intitolati ad Angelo Maria Maffucci Istituto tecnico commerciale Angelo Maria Maffucci; Liceo scientifico, in precedenza intitolato a Leonardo Da Vinci, Liceo artistico, ex Istituto statale d'arte, precedentemente intitolato a Salvatore Scoca. Museo della ceramica tradizionale di Borgo Castello Museo della ceramica contemporanea dell'ex Istituto d'Arte "Salvatore Scoca" Lo scrittore Giuseppe Ungaretti gli ha dedicato una poesia dal titolo "Acquaforte", poi cambiato in "Calitri".
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La cultura gastronomica calitrana è secolare: i cingulə (affini ai cavatelli pugliesi) e le cannazzə (ziti spezzati), serviti con ragù e pecorino grattugiato, sono i piatti tipici per eccellenza assieme all'acquasala che consiste in fette di pane bagnate con acqua bollente salata e poi arricchite con uova in camicia e olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Altri piatti ampiamente diffusi sono le lahanə, talvolta anche bollite nel latte e condite con sugo di pomodoro e fagioli, e le aurecchiə rə preutə, poi ancora gli scəlientə e il baccalà alla ualanegna, entrambi questi ultimi piatti conditi con sugo a base di olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Altro prodotto tipico in costante sviluppo sul mercato è il pane di Calitri.
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Fra gli artigiani, come scalpellini fabbri e falegnami spiccavano per fama e professionalità i ceramisti. Fin dalla preistoria Calitri ha tracce culturali nell'ambito dell'argilla e ceramica, addirittura alcuni ben pensanti signori del posto disposero l'affinamento delle tecniche di lavorazione della maiolica importando intere famiglie di artigiani. Questi erano originari di Faenza e per questo venivano chiamati "i faenzari", ed essi dimoravano alla fine della stessa via detta appunto "dei faenzari". Non essendo questo lavoro particolarmente redditizio spesso veniva integrato col lavoro dei campi.
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Calitri è situata su una collina a 530 m s.l.m. in Irpinia, al confine con la Basilicata. Il territorio comunale è attraversato dal fiume Ofanto e da tre suoi affluenti: Ficocchia, Cortino (o Isca) e Orata. Calitri, già epicentro del terremoto del 1910, fa parte integrante del distretto sismico dell'Irpinia. Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta)
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