Manocalzati, in breve
Manocalzati (Manëcaozàti in dialetto irpino) è un comune italiano di 2 983 abitanti della provincia di Avellino in Campania.
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Lo stemma comunale in uso è d'argento, alla mano sinistra appalmata, di carnagione, movente dalla punta. Nello statuto è descritto «il palmo di una mano guantata, la destra, aperta». Il gonfalone è un drappo di azzurro.
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Il castello di San Barbato è situato nell'omonima frazione di Manocalzati. Fortilizio dominante sul borgo medievale circostante e sull'intera valle del Sabato, il castello fu edificato in epoca longobarda, probabilmente già nel VII-VIII secolo, come testimoniato dalla canonizzazione di san Barbato, vescovo di Benevento, coincisa con il percorso di conversione dei longobardi al cristianesimo, e dalla presenza, all'interno del maniero, di una cappella dedicata all'Arcangelo Michele, a cui gli invasori erano particolarmente devoti.
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Il Museo del Flauto Traverso è situato a Manocalzati, all'interno della Sala delle Arti, gestita dall'Associazione "Igor Stravinsky". Collezione privata di strumenti musicali, a cura del flautista e compositore Alessandro Crosta, consiste in circa 45 esemplari di flauti, tra cui un modello originale Ziegler-Wien, un modello originale Schwedler, un modello originale Pratten Simple System, una Besson, un Cabarat, un Rudell & Carte, un Meyer e un autentico flagioletto di fine Settecento.
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Il comune di Manocalzati sorge nell'area della valle del Sabato, nella conca avellinese, fra le colline del Toppolo e di Sant'Angelo. Il territorio comunale è parte del distretto sismico dell'Irpinia. In occasione del terremoto del 1980 a Manocalzati ci furono 2 morti, 15 feriti e 321 senzatetto (12,5%) su un totale di 2 573 abitanti. Rilevanti furono i danni al patrimonio edilizio ed architettonico: le unità edilizie danneggiate più o meno gravemente furono 812; fu gravemente danneggiato il castello di San Barbato, di fondazione altomedievale, di cui crollarono quasi totalmente la torre circolare del lato sudest e le strutture di copertura e furono profondamente lesionate le murature. Gravi danni subì anche la chiesa madre di San Marco Evangelista.
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