Sturno, in breve
Sturno è un comune italiano di 2 681 abitanti della provincia di Avellino in Campania.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Quando ancora era un insieme di semplici agglomerati di case che facevano parte della vicina Frigento, Sturno era chiamata "Quasale" (poiché era formato da una serie di casali appartenenti alle famiglie più abbienti). Successivamente, i piccoli agglomerati si svilupparono in un vero e proprio paese; il commessionato Lucio Pascale, inviato da Gioacchino Murat in quell'epoca cercò di capire gli intenti di questa separazione. Una volta comprese le motivazioni, comunicò il tutto a Gioacchino Murat che confermò l'indipendenza di Sturno: il 9 aprile 1809 viene considerata la data della fondazione del paese per le precedenti ragioni: ovviamente i frigentini non furono d'accordo.
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Fu costruita grazie alle donazioni di Don Domenico Caracciolo, secondogenito del primo principe di Torella (ovvero Giuseppe Caracciolo), che aveva acquistato Frigento e i suoi casali da Giovan Battista Ludovisi per mezzo del Magnifico ed Eccellentissimo Signor Fabrizio Cimadoro della Terra della Torella [...] che ha versato ducati 1700 in contanti per mezzo del Banco del Sacro Monte della Pietà di Napoli liberi, espliciti a conto delli sopraddetti 13 mila. Egli trasformò il suo magazzino di grano in un tempio ed elevato a parrocchia nel 1714 con un documento ufficiale datato 18 marzo 1707 a firma del cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo beneventano. Subito all'edificio fu affiancata la Congrega dell'Addolorata.
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Data l'abbondanza di castagne nei mesi autunnali, sono state elaborate diverse ricette che oramai fanno parte della cucina tradizionale. Tra le carni prevalgono quelle suine da cui si ricavano insaccati quasi le sopressate, i salami e i capocolli: con la carne di maiale si prepara uno dei prodotti tipici della cucina locale, la "minestra maritata", cui spesso si accompagna la "pizza jonna" a base di farina di granturco. Discreta è la produzione di formaggi, caciocavalli e ricotte, mentre di particolare pregio ed esportato anche all'estero è il torrone sturnese, prodotto artigianalmente da svariati decenni.
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L'economia è di carattere prettamente agricolo. Tra i prodotti tipici più rinomati si annoverano le olive di ravece, destinate all`estrazione di olio extravergine DOP "Irpinia - Colline dell'Ufita". Altri prodotti importanti sono: tabacco, uva (per la produzione del vino), ortaggi. Nel campo della produzione artigianale, dopo un periodo di stasi, riprende la produzione di manufatti in legno, ferro battuto, ceramica, vimini, pietra. Nella parte più meridionale del comune è presente un grande parco eolico, condiviso con il comune di Frigento. In fase di sviluppo è il settore industriale, in particolare il comparto produttivo (costruzione di zone industriali, produzione di macchinari per l'industria e miglioramento delle strutture).
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Il comune sorge nella valle dell'Ufita, estendendosi dalle pendici del monte Frigento fino al fiume Ufita, il paese è classificato come collinare e presenta notevoli variazioni di altimetria, che vanno da un minimo di 370 m s.l.m. ai 652 m del centro abitato fino a un massimo di 848 m. Fino al 2008, Sturno ha fatto parte della Comunità montana dell'Ufita.
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